Taglieggiavano allevatori di bufale riducendoli sul lastrico: tre arresti a Cancello e Arnone

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CANCELLO E ARNONE – Con l’accusa di usura a numerosi imprenditori allevatori di bufale, poi finiti nella morsa dei debiti, sono stati arrestati e posti ai domiciliari un uomo di 75 anni e due figli. I tre risiedono a Sant’Anastasia, nel napoletano. Le indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere hanno attivato i carabinieri della compagnia di Casal di Principe che su ordine del Gip, hanno eseguito i provvedimenti cautelari e hanno sequestrato nell’abitazione degli indagati un foglio manoscritto con le generalità delle presunte vittime, i cellulari e uno schema in bianco relativo alle entrate e uscite.
Secondo gli investigatori l’attività degli usurai sarebbe andata avanti per 10 anni a partire dal 2006. Vittime soprattutto imprenditori del settore dell’allevamento di bufale che hanno i propri allevamenti nel Casertano, in particolare nel comune di Cancello e Arnone. Le indagini sono partite nel 2015 dopo un esposto anonimo arrivato alla stazione dell’Arma a Cancello e Arnone, nel quale venivano indicati nomi di imprenditori stritolai dalla morsa dell’usura.

Nei giorni scorsi a Roma, nella sede del Ministero della Salute, si è tenuto un incontro teso ad avviare ufficialmente le procedure per la stesura e la sottoscrizione dell’accordo programma quadro sulla sicurezza agro-alimentare e la filiera bufalina in provincia di Caserta e nelle altre realtà campane dove sorgono gli allevamenti di bufale.

Un passo avanti importante, anche e soprattutto a favore degli imprenditori allevatori e che tende a mettere al centro del ragionamento il comparto, anche in termini di controllo e tutela, soprattutto per gli operatori.

Con la guerra sulla mozzarella Dop, vinta nelle scorse settimane da quella pugliese che ha ottenuto il riconoscimento, l’intero settore è in grande fermento. Per questo motivo allevatori, imprenditori e Consorzio, sono particolarmente preoccupati e alla luce degli arresti decenti il livello di attenzione è aumentato ancora, in un’economia complessiva di sistema che comunque da anni non riesce ad avere la svolta auspicata.

 

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