Baby gang, figli di boss e patria potestà: il Csm si riunisce a Napoli

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La dispersione scolastica è il campanello d’allarme della devianza minorile che può essere combattuta con iniziative didattiche e sportive, più assistenti sociali ma anche con sanzioni forti tese non solo a reprimere ma anche a favorire il reintegro nella società.

Prende spunto da un osservatorio privilegiato che però riguarda l’intero Paese la «Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel Distretto di Napoli» approvata ieri dal Csm in un plenum straordinario convocato nel Palazzo di Giustizia partenopeo.

Il documento è stato redatto dai membri della VI Commissione, i consiglieri Balducci, Ardituro e Cananzi e punta il dito contro la responsabilità genitoriale, esercitata «in maniera pregiudizievole» e contro la mancanza di comunicazione, per esempio tra scuola e Tribunali per i Minori.

Sulla patria potestà è intervenuto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini e Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo, il il 17enne ferito da circa 15 coltellate lo scorso 18 dicembre , in via Foria da tre minorenni.

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