A Casavatore la chiesa di confine votata all’accoglienza dei pellegrini

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Ero pellegrino e tu? L’immagine del piccolo Aylan, bambino migrante siriano morto nel tentativo di sfuggire dagli orrori della guerra campeggia all’interno della Chiesa di Gesù Cristo Lavoratore, Casavatore, ma per luogo e vocazione Chiesa di confine, parrocchia di frontiera tra città e hinterland, nel cuore di una zona industriale e che sul solco della meditazione dell’opera di misericordia votata all’accoglienza dei pellegrini ha stretto un rapporto di amicizia e fraternità con alcuni migranti ospitati in un vicino centro di accoglienza e non solo, al suo interno sacerdoti e suore di origini vietnamita, un parroco, padre Dario Ferraro, originario del Veneto, coadiuvato da padre Raffaele Alterio, sacerdote non vedente, testimonianza dell’amore per Gesù Cristo e i credenti.

L’arcivescovo metropolita di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, ha concelebrato la messa per i venticinque anni della Chiesa, costruita nel 93 e da quel giorno luogo che, dalla periferia, si erge a lampada che testimonia Gesù Cristo, crocifisso risorto e Veniente, a tutti coloro che vi passano.

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