Napoli in piazza per Salvatore Caliano: “Non si può morire per 35 euro”

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“Di lavoro nero si muore”, è lo slogan scelto dalle ragazze e dai ragazzi che questa mattina hanno deciso di scendere in strada per esprimere solidarietà alla famiglia di Salvatore Caliano, morto lo scorso martedì mentre puliva il lucernario dell’ascensore di uno stabile in via Duomo.

Presidiano la sede della direzione territoriale del lavoro in via Amerigo Vespucci a Napoli. Un’azione di protesta contro il mondo del lavoro nero che sempre più spesso, continua a mietere vittime in tutto il paese.

Bruno Martirani di “Napoli direzione opposta” e Eddy Sorge, del “Movimento 7 Novembre.

Intanto si indaga sull’incidente sul lavoro che ha strappato ad amici e familiari Salvatore Caliano, il 21enne morto mentre stava pulendo un lucernaio a Forcella: il vetro sul quale si era poggiato non ha retto ed è precipitato giù per quattro piani.

L’ipotesi di reato è omicidio colposo, ed al momento si procede a carico di ignoti.
Privo della minima misura di sicurezza, il “lavoretto a nero” avrebbe fruttato al ragazzo, un ex calciatore, 35 euro. Si accerterà adesso chi ha proposto il pericoloso intervento a Salvatore.
Sui social è intanto partita una raccolta di denaro per aiutare la famiglia del ragazzo.

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