A Napoli un consigliere comunale che non parla italiano, il ministro Salvini: “No comment”

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha criticato la decisione del Comune di Napoli di istituire la figura di un consigliere comunale aggiunto rappresentante dei cittadini extracomunitari ed eletto dagli stranieri residenti in città.

Salvini ha puntato il dito, in particolare, contro il fatto che il consigliere in questione, il cingalese Viraj Prasanna, non parli italiano e per comunicare abbia bisogno di un interprete.

L’istituzione del consigliere “aggiunto” è stata fortemente voluta dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

“Facciamo quello che dovrebbe fare il Parlamento: consentire a persone che sono italiane a tutti gli effetti di far parte degli organi rappresentativi della città. Vogliamo costruire comunità sui diritti mentre altri pensano di rendere il paese più sicuro con odio, indifferenza, xenofobia e razzismo”, ha dichiarato il primo cittadino partenopeo.

Il Consiglio comunale ha previsto che il consigliere extracomunitario in aula avrà diritto di parola ma non di voto.
Le elezioni sono state vinte da Viraj, cingalese, con 504 voti, a fronte dei 230 raccolti dal suo unico sfidante Syed Rajib, 31enne bengalese.

Il neo-eletto consigliere ha lavorato fino a poco tempo fa come collaboratore domestico.
Fin da subito sono emerse perplessità rispetto al fatto che l’uomo abbia poca dimestichezza con la lingua italiana. Il centrodestra ha chiesto di sollevare il cingalese dall’incarico, ma l’assessora alla Trasparenza Alessandra Sardu ha bollato la proposta come “razzista”.

Alla fine il Consiglio comunale ha deciso di affiancare al consigliere extracomunitario un interprete di sua fiducia, senza nessun onere per l’amministrazione.
Prima del via libera del Consiglio al traduttore, Andrea Santoro, consigliere di Fratelli d’Italia, aveva parlato di “fallimento” a proposito dell’elezione del consigliere aggiunto.

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