Quattro colpi di pistola da distanza ravvicinata. È morto così, all’alba di ieri, nell’abitacolo della sua auto, Agostino Di Fiore, un giovane 28enne di Scampia che era andato a ballare in una discoteca del litorale di Coroglio.

Morto perché qualche ora prima aveva difeso una ragazza in difficoltà, maltrattata da un bullo e dai suoi amici. Non conosceva né lei né i suoi aggressori ma quando ha visto che la strattonavano nell’indifferenza generale si è sentito in dovere di intervenire. Il faccia a faccia si è concluso con il classico “ti aspetto fuori”.

E alle 5 del mattino infatti il capo branco era lì ad aspettarlo con tutti gli altri, con una pistola in mano.
Agostino ha capito che le cose si erano messe male. È salito a bordo della sua 500 e ha provato a travolgere il gruppo che gli si parava di fronte.

Uno di loro ha impugnato la pistola e ha fatto fuoco tre volte in aria per intimorirlo, poi è balzato sullo scooter, lo ha inseguito, bloccato e gli ha esploso contro quattro colpi. Uno l’ha preso al cuore. È morto in pochi minuti, dissanguato.

Agostino non era solo, ma i suoi amici, forse pregiudicati, sono spariti nel nulla. Lo stesso ha fatto lo sparatore che ha provato a dissolversi nel nulla, ma è stato fermato da due poliziotti liberi dal servizio e incastrato, poi, dalle indagini dei carabinieri e polizia. È stato fermato: ha 20 anni, si chiama Francesco Esposito. Con lui c’era anche un minorenne: 16 anni, figlio di un capoclan degli Elia.

Anche lui è in stato di fermo, effettuato dalla polizia. L’ipotesi di accusa per lui è concorso in omicidio e porto e detenzione di arma da fuoco.

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