“Si nota all’imbrunire”, Silvio Orlando mette in scena la solitudine sociale

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Nella casa di campagna di Silvio, all’inizio di un villaggio spopolato dove vive da solo da tre anni, arrivano i figli Alice, Riccardo, Maria e il fratello Roberto per festeggiare il suo compleanno e per la messa dei dieci anni dalla morte della moglie.
Silvio ha acquisito da tre anni, nella solitudine, un buon numero di manie, la più grave di tutte è che non vuole più camminare. Non si vuole alzare. Vuole stare e vivere seduto il più possibile. E da solo.

Si tratta, per i figli che finora non se ne erano preoccupati troppo, di decidere come occuparsene, come smuoverlo da questa posizione che è una metafora del suo stato mentale: un uomo che vive accanto all’esistenza e non più dentro la realtà.

Silvio Orlando torna a Napoli con un lavoro scritto e diretto dalla Lucia Calamaro “Si nota all’imbrunire” in scena al teatro San Ferdinando nell’ambito del Napoli Teatro Festival. Attraverso la storia di Silvio e degli incontri-scontri tra i suoi tre figli lo spettacolo racconta le distanze generazionali e umane tra individui.
Con ironia, acuta e delicata, Lucia Calamaro pone l’accento su una specifica patologia della nostra epoca: la solitudine sociale.

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